Il Piano Vaccinale 2017-2019 e l’obbligatorietà per le scuole

Piano Vaccinale nelle Scuole

 

A cura della Professoressa Susanna Esposito, Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid

Vaccini – decreto legge 07/06/2017 n° 73

Il tema vaccinazioni è sempre stato oggetto di critica e scetticismo da parte anche di alcuni professionisti del mondo della sanità. L’argomento è diventato ancora più caldo e dibattuto da quando il Governo ha approvato il nuovo decreto (proposto dal Ministro della Salute) riguardante l’obbligatorietà delle vaccinazioni.

Che cosa comporta questo decreto? Perché è stato introdotto? Si tratta di una reale emergenza di sanità pubblica?

Ritorno alle origini

In Europa, l’obbligo vaccinale è nato all’inizio dell’Ottocento, con la vaccinazione contro il vaiolo. Si era, infatti, notato che, proteggendo il singolo, si evitava la diffusione dell’epidemia, ma era fondamentale raggiungere una copertura vaccinale massiva. In Italia, la vaccinazione contro il vaiolo è stata sospesa nel 1977 ed abolita nel 1981, a seguito della scomparsa del virus. Nel frattempo, erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro difterite (1939), poliomielite (1966), tetano (1968) ed epatite B (1991), che a seguito della disponibilità del vaccino esavalente sono state somministrate insieme ai vaccini contro Haemophilus influenzae di tipo b e pertosse. Negli anni Ottanta, si è aggiunto il vaccino raccomandato per morbillo, parotite e rosolia.

A seguito della vaccinazione di massa, si è verificata una netta riduzione proprio di quelle malattie prevenibili con la vaccinazione. Ciò ha comportato un diminuito senso di rischio che, associato alla diffusione di notizie su possibili effetti collaterali delle vaccinazioni, ha progressivamente portato una buona parte della popolazione a diffidare dell’utilità delle vaccinazioni stesse.

Quali sono le basi del decreto

La soglia di copertura vaccinale, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per raggiungere “l’immunità di gregge” (o protezione comunitaria) è pari al 95%. Se la quota di individui vaccinati all’interno di una popolazione raggiunge questo valore, si arresta la circolazione dell’agente patogeno. Il raggiungimento di tale soglia consente di tutelare anche i soggetti che, per diversi motivi, non possono essere vaccinati. Negli anni si è assistito a una riduzione della copertura vaccinale, che attualmente è poco più del 90% per tetano, difterite, pertosse, poliomielite, epatite B, intorno all’87% per morbillo, parotite e rosolia e meno del 50% per varicella (Figura 1).

 

Figura 1. Coperture vaccinali per diverse patologie.

Questo ha portato nuovamente alla diffusione di queste patologie, con le loro eventuali complicanze. Si sono osservati casi di difterite e pertosse; la poliomielite ha continuato a persistere in Siria e in Paesi dell’Est Europa, l’incidenza di morbillo in Europa ed in Italia è aumentata drasticamente nell’ultimo anno (Tabella 1), a fronte di una bassa copertura vaccinale (Figura 2). I dati forniti da European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), indicano l’Italia, insieme a Romania, Germania e Grecia, come lo Stato più colpito durante il 2016 e 2017 da morbillo, con un trend in aumento a partire dal gennaio 2017, con una successiva iniziale riduzione da luglio 2017 (Tabella 1).

 

Tabella 1. Incidenza di casi di morbillo in Europa nel 2016-2017.

 

Figura 2. Copertura vaccinale nei diversi Stati per la seconda dose di anti-morbillo, 2015-2016, dati WHO.

Inoltre, la rosolia presenta ancora un’elevata incidenza e ciò risulta preoccupante per la possibilità che si verifichino casi di sindrome da rosolia congenita (Tabelle 2 e Figura 3). Recentemente si sono osservate, nell’Est Europa, complicanze da parotite (orchiti e meningiti). La varicella, infine, rappresenta un problema prevalentemente di carattere economico per la sua frequente incidenza.

 

Tabella 2. Incidenza di casi di rosolia in Europa nel 2016-2017.

 

Figura 3. Copertura vaccinale nei diversi Stati per la prima dose di anti – rosolia, 2015-2016, dati WHO.

Tetano, difterite, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo b, poliomielite, epatite B, (contenute nell’esavalente) sono le patologie per le quali il nuovo decreto prevede l’obbligatorietà della vaccinazione. Morbillo, parotite, rosolia e varicella sono, invece, le patologie per cui è prevista l’obbligatorietà, ma solo temporanea. I tempi dell’obbligatorietà di queste ultime vaccinazioni sono subordinati ai tassi di copertura che verranno raggiunti, ovvero quanto prima verranno raggiunti livelli ottimali di copertura, tanto prima queste vaccinazioni torneranno ad essere facoltative. E’, però, possibile che, in futuro, si decida di mantenere l’obbligatorietà di queste vaccinazioni, dato che la precedente esperienza di fruibilità come facoltative ha portato ad un aumento dei casi di malattia da esse prevenibili.

A tutti i nuovi nati dal 2017 devono essere somministrate obbligatoriamente le vaccinazioni precedentemente elencato. Per i soggetti nati prima del 2017, il numero di vaccinazioni da somministrare varia in base al calendario vaccinale vigente al momento della loro nascita. In particolare:

– i nati dal 2004 devono effettuare le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000;

– i nati dal 2005 al 2011 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007;

– i nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014.

E’ importante che le famiglie siano informate del fatto che le vaccinazioni indicate come obbligatorie in relazione al Piano nazionale Prevenzione Vaccini di riferimento (in vigore al momento della nascita dei soggetti), sono gratuite, anche qualora fosse necessario somministrare in ritardo alcune dosi e recuperare alcune somministrazioni non eseguite nelle tempistiche prestabilite.

Come deve comportarsi chi ha già avuto una delle malattie infettive, i cui antigeni sono contenuti nel vaccino?

I soggetti possono ricevere vaccini in formulazione monocomponente o combinata, escludendo l’antigene relativo alla malattia già contratta, anche se è noto che somministrare un antigene per cui un soggetto risulta vaccinato non comporta rischi, anzi possa rappresentare uno stimolo aggiuntivo per le difese immunitarie.

Altre vaccinazioni del calendario vaccinale

Nel nuovo calendario vaccinale è stata aggiunta l’obbligatorietà, per i nuovi nati del 2017, di eseguire la vaccinazione anti-meningococco B. Inoltre, in base all’anno di nascita, vengono fornite attivamente e gratuitamente anche altre vaccinazioni, quali anti-rotavirus, anti-pneumococco, anti-meningococco C, anti-meningococco ACYW e anti-papillomavirus (quest’ultima non solo nelle femmine ma anche nei maschi).

Un certificato per poter accedere all’istruzione

Il decreto prevede la necessità di consegnare alle scuole il certificato vaccinale, oppure un’autocertificazione temporanea, che attesti le avvenute vaccinazioni obbligatorie.

Bambini di età inferiore ai 6 anni possono accedere alle scuole solo dopo esibizione del calendario vaccinale attestante l’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie o previa presentazione di un’autocertificazione: l’autocertificazione è stata ritenuta valida se presentata entro il 10 Settembre 2017 per le scuole dell’infanzia ed entro il 31 Ottobre 2017 per le scuole dell’obbligo, ma entro il 10 marzo 2018 tutte le famiglie che hanno presentato un’autocertificazione sono tenute a fornire la documentazione delle avvenute vaccinazioni. In assenza della documentazione richiesta il personale scolastico dovrà segnalare, entro 10 giorni, il caso alla ASL che provvederà a contattare i genitori/tutori/affidatari per un appuntamento ed un colloquio informativo nel corso del quale verranno indicate le modalità ed i tempi nei quali effettuare le vaccinazioni prescritte. Nel caso in cui i genitori/tutori non si presentassero all’appuntamento oppure, a seguito del colloquio informativo, non provvedessero a far somministrare il vaccino al bambino, l’ASL contesterà formalmente l’inadempimento dell’obbligo.

Al momento sono previste anche pene pecuniarie per i trasgressori e l’impossibilità ad accedere alle scuole nido e di infanzia. L’obiettivo è quello di tutelare la popolazione facendo comprendere l’importanza delle vaccinazioni e aumentando le coperture vaccinali.

Riassumendo

Nella tabella 3 sono riportate le singole vaccinazioni e le tempistiche di esecuzione delle diverse dosi: i cerchi rossi indicano le vaccinazioni obbligatorie, i cerchi blu indicano le vaccinazioni obbligatorie temporanee, i cerchi verdi indicano le vaccinazioni facoltative.

 

Tabella 3. Il calendario vaccinale del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019

 

Fonti

 

Per ulteriori notizie sul tema, visita la pagina Susanna Esposito – Articoli e Approfondimenti sui Vaccini.

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