Vaccini e vaccinazioni in Italia

 

A cura della Professoressa Susanna Esposito, Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid

Come è la situazione vaccinale in Italia e in Europa?

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Italia risulta il secondo paese in Europa, dopo la Romania, per numero di casi di morbillo: 5.006 quelli registrati nel 2017 con un aumento del 481% rispetto ai soli 862 del 2016. Il 23% del totale europeo che per lo scorso anno si attesta a 21.325 casi (+304% in media rispetto ai 5.273 dell’anno precedente). Sul fronte vaccinazioni, invece, il nostro Paese è fanalino di coda per quelle obbligatorie e ultimo anche per il morbillo, con l’85% dei bimbi vaccinati, a 6 lunghezze dalla Francia che è penultima con il 91%.

Perché si deve continuare a vaccinare?

Perché sono il modo più sicuro per non ammalarsi e per non diffondere ad altri una malattia. È importante continuare a vaccinare i propri bambini, seguendo il piano vaccinale proposto nel proprio Paese e all’interno della propria Regione e chiedendo consiglio al pediatra per qualsiasi dubbio. I vaccini, da quando sono stati scoperti e introdotti nella prassi medica, hanno salvato milioni di vite e contribuito a far scomparire malattie mortali, prima tra tutte il vaiolo.

Poliomielite, difterite e altre sono ancora pericolose?

Sì, perché non sono scomparse: si sono soltanto ridotte di numero proprio grazie ai vaccini, ma esistono ancora. Secondo i dati dell’OMS, il tasso di vaccinazione dei bimbi italiani contro tetano, pertosse e difterite nel 2017 si è attestato al 93 per cento: un livello che ci relega all’ultimo posto dell’Europa insieme a Estonia, Irlanda, Olanda e Slovenia, che si fermano però al 95%.

Fino a quando una malattia esisterà, sarà sempre possibile che una persona non vaccinata ne entri in contatto, si ammali e la trasmetta ad altre persone. Oggi questa ipotesi è tutt’altro che remota, anche nel caso di malattie considerate “impossibili da prendere” come la poliomielite per esempio, che nel 2014 è stata definita dall’Oms “emergenza sanitaria internazionale” per i diversi casi registrati in Pakistan.

 I piani vaccinali obbligatori rappresentano un traguardo per il nostro Paese?

Si tratta di un grande traguardo quello raggiunto lo scorso anno nel nostro Paese e una grande opportunità per la popolazione italiana di comprendere l’importanza e il valore delle vaccinazioni. Regolamentare i vaccini rendendoli obbligatori non vuol dire punire, ma tutelare la salute pubblica. Se fino ad oggi in Italia ognuno poteva esprimere la propria opinione interpretando il concetto di prevenzione vaccinale in base a credenze personali o notizie scoperte su internet, ecco questo non sarà più consentito. Si tratta di una battaglia importante vinta anche dal Ministro Lorenzin per la salute di tutta la comunità, popolazione pediatrica e non. I vaccini obbligatori introdotti nel decreto approvato nel 2017 sono efficaci e sicuri, è la scienza a confermarlo: sono solo 2 in realtà, 6 somministrati in formulazione esavalente (poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b e pertosse), e gli altri 4 in tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella).  Così ci proteggeremo da dieci malattie che purtroppo ancora si manifestano nel nostro Paese.

 Le false credenze che allontanano il vaccino

Ma perché i genitori smettono di vaccinare i propri bambini? Secondo gli esperti succede perché le famiglie, invece di avere come punto di riferimento il pediatra, accedono a innumerevoli false informazioni soprattutto attraverso siti web non attendibili. Si diffondono, quindi, convinzioni che spingono a scelte sbagliate. Eccone qualcuna.

I vaccini causano autismo. È una credenza purtroppo ancora diffusa nonostante sia stato provato scientificamente che non esiste alcun collegamento. Il legame tra autismo e vaccino contro il morbillo fu una bufala architettata ad arte da un medico inglese, poi sospeso dalla professione. Eppure molti continuano a crederci.

Il sistema immunitario si indebolisce. Invece succede proprio il contrario: il sistema di difesa dell’organismo si rafforza grazie ai vaccini che non dovendo combattere contro queste infezioni possono reagire meglio alle infezioni in generale. Senza contare che molti vaccini immunizzano contro malattie di tipo tumorale: l’anti-epatite B previene cirrosi e tumore del fegato, l’anti-Papilloma virus immunizza contro forme di carcinoma della cervice uterina.

Il morbillo esiste da secoli e si guarisce senza problemi. È vero che è una malattia che esiste da secoli, ma questa non è una valida ragione per ammalarsi, tenendo conto che in alcuni casi può essere mortale e causare encefalite. Ammalandosi e guarendo non ci si irrobustisce: è una credenza diffusa senza fondamento scientifico.

Le vaccinazioni possono causare pesanti reazioni. Gli effetti collaterali delle vaccinazioni sono davvero rarissimi, soprattutto rispetto alle complicanze della malattia che dà luogo sempre a un malessere più intenso rispetto a quello del vaccino. Vaccinarsi non causa morte né encefalite o polmonite, anzi difende da questi rischi.

Per ulteriori notizie sul tema, visita la pagina Susanna Esposito – Articoli e Approfondimenti sui Vaccini.

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